Expedition

Nanga Parbat 2016

Dove

 

Nanga Parbàt significa "montagna nuda" in lingua urdu mentre gli sherpa, gli abitanti della regione himalayana, la chiamano "la mangiauomini" o la "montagna del diavolo". Il toponimo Diamir, utilizzato localmente, significa re delle montagne. E’ la nona montagna più alta della Terra con i suoi 8126 metri s.l.m situata in Pakistan.

È il secondo ottomila (dopo l'Annapurna) per indice di mortalità, ovvero rapporto tra vittime ed ascensioni tentate, con un valore che si aggira intorno al 28%, tanto da essere spesso soprannominata anche the killer mountain (la montagna assassina). Pur essendo molto più vicino agli ottomila del Karakorum di quanto lo sia rispetto a quelli dell'Himalaya propriamente detto, non vi fa parte per il fatto di trovarsi sul lato sud della valle dell'Indo, ed è perciò considerato l'unico ottomila del Kashmir.

La prima settimana di dicembre Simone Moro e Tamara Lunger sono partiti alla volta del Pakistan per il loro tentativo di salita invernale del Nanga Parbat.
• Per Simone sarà il terzo tentativo invernale del Nanga Parbat e la quindicesima spedizione invernale della sua carriera alpinistica su un totale di più di 50 spedizioni.
• Per Tamara questa sarà la seconda spedizione invernale dopo il recente tentative di salita invernale del Manaslu con Simone nel febbraio-marzo 2015.
• La via che Simone e Tamara indendono seguire non è stata mai stata salta prima, anche se è stata tentata 3 volte. E’ la linea Messner Eisendle che fu tentata nel 2000. E’ nella parte sinistra del versante Diamir e parte dal Diamir Glacier che deve essere interamente attraversato per arrivare alla base della via.
• Ci saranno necessariamente almeno 3 campi anche se è probabile che ne venga fissato un quarto prima dell’ultimo tratto alla vetta.

Simone continuerà la sua esplorazione invernale cercando di realizzare la sua quarta vetta di un ottomila in inverno. Allo stesso tempo Tamara Lunger, un’alpinista molto forte, proverà la sua seconda spedizione invernale. Questo potrebbe significare per lei l’inizio di una carriera come “donna dell’esplorazione invernale” delle vette più alte del mondo. La prima e sola salita invernale completata da una ragazza, fu il Cho Oyu nel 1993, e lei era la svizzera Marianne Chapuisat all’età di 23 anni. Tamara proverà a salire in un team di 2 membri e a far ripartire i “giochi invernali” anche per le donne esploratrici.

Questa volta gli atleti hanno deciso che non faranno comunicazione live per concentrarsi sul loro progetto. Il team di Simone e Tamara daranno alcune informazioni attraverso le pagine Facebook ufficiali dei due atleti:
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